martedì 5 aprile 2016

RECENSIONE || "Assassinio di Marzo" di Dan Turèll

Buongiorno, lettrici e lettori!

Ecco che finalmente riesco a parlarvi di questo noir che ho divorato in pochissimo tempo: "Assassinio di Marzo" di Dan Turèll Iperborea Editore. Non avevo mai letto nulla di questo sarcastico autore, ma la trama mi ispirava molto. Prima di questo libro Turèll ha scritto "Assassinio di Lunedì" che presumo sia collegato al secondo avendo lo stesso protagonista, per cui vi consiglio di leggere prima quello (sono una serie di dodici gialli).

E in effetti non mi ha assolutamente delusa. Sono abituata a noir molto più densi, più riflessivi e cruenti. Ho trovato "Assassinio di Marzo" una bella diversificazione che probabilmente trovo più piacevole rispetto ai "soliti" di questo genere.

"L'ex critico d'arte avrei fatto meglio a dire. Perché era morto. Mortissimo."

"Il sangue aveva imbrattato una camicia che nemmeno prima gli stava bene."

Il nostro protagonista (che non ha nome) è un giornalista che si occupa di cronaca nera per il Bladet, quotidiano di punta di Copenaghen, intorno alla fine degli anni Novanta. Un uomo non più giovane, ma ancora dal lato giusto dei quarant'anni. Sarcastico e divertente, prende la vita con filosofia sigarette e qualche goccetto ogni tanto. Grazie a una recente iniziativa del suo giornale "Ditelo al Bladet!" arrivano un sacco di lettere con i problemi dei lettori tra i più vari. In particolare una lettera anonima attiva i sensori del nostro protagonista: Dov'è Eric Liljecrone?
Da qui inizia il mistero che il giornalista si ritroverà a svelare con il suo amico commissario Ehlers e alla polizia di Copenaghen. Con astuzia, ingegno e un pizzico di fortuna il nostro giornalista scoprirà chi è il colpevole.

"C'è un posto, proprio attorno ai fianchi di una donna, dove la mano di un uomo è destinata a stare, come una chiave è fabbricata per una serratura. [...] Ci sono momenti nella vita di ogni uomo in cui questa è la cosa più importante. L'unica cosa vera. L'unica cosa viva."

Il lettore non ha tempo di annoiarsi, "Assassinio di Marzo" è uno di quei libri senza soluzione di continuità, di quelli che leggi tutto d'un fiato. La simpatia del protagonista e l'ironia che usa in ogni circostanza rendono l'atmosfera non solo divertente (strappando più di un sorriso) ma anche intrigante stabilendo un bellissimo rapporto con chi legge. La città ha un ruolo fondamentale nel romanzo e viene descritta veramente in dettaglio comunicando tutto l'amore per Copenaghen da parte di Turèll.

"C'è una tale differenza tra un quartiere e l'altro, quanto a provare la necessità di usare un silenziatore.
Le pistole, invece, si usano in tutti i quartieri."

Un noir che non solo trasmette suspense, fa battere il cuore e ha le sue zone d'ombra, ma che fa entrare il lettore nella testa del protagonista che non tiene all'oscuro nulla di ciò che gli passa per la mente, anche immagini veramente buffe in situazioni non altrettanto piacevoli. Lo definirei uno di quei romanzi che quando lo appoggi sul comodino ti fa sentire più leggera, meno preoccupata grazie allo stile,  ma al tempo stesso, assolutamente presa dalla storia che si sta svolgendo.

Se amate i gialli, i noir e non vi prendete troppo sul serio, questo è un libro che dovete assolutamente leggere.


COPERTINA: 8 | STILE: 8 | STORIA: 8


Titolo: Assassinio di Marzo
Autore: Dan Turèll, traduzione di Maria Valeria D'Avino
Editore: Iperborea
Numero di pagine: 252
Prezzo: 17,00 euro
Ebook: 2,99 euro Bookrepublic
Prezzo on line: 14,45 euro Ibs

Trama:

Marzo a Copenaghen, un giornalista senza nome, flâneur dei bassifondi e detective per il vizio di trovarsi sempre nel posto sbagliato, sta per recuperare un po’ di fiducia nell’umanità quando si imbatte in un ricco collezionista d’arte con un coltello piantato nella schiena. Nessun indizio nel suo lussuoso appartamento, a parte due quadri spariti, un Pollock e un Léger, ma la polizia scopre ben presto i sentimenti più che paterni che legavano il mecenate a un giovane pittore, suo ultimo protetto. Quando il ragazzo sparisce senza riscuotere la sua immensa eredità e i cadaveri cominciano ad aumentare, tutte le tracce portano dai quartieri alti ai vecchi vicoli a luci rosse della città, dietro le porte sempre chiuse di un misterioso night club. Poeta metropolitano e virtuoso della penna, fonte inesauribile di immagini folgoranti che brillano di uno humour geniale e amaro, Dan Turèll è entrato nei classici del giallo nordico come il Chandler danese. Amico di sbirri e prostitute, con lo sguardo smaliziato di chi ha visto quelli che si sporcano le mani e quelli che muovono i fili dall’alto, il suo giornalista senza nome ci trasporta in una Copenaghen hard boiled anni Settanta, tra inquieti teppisti, trafficanti di droga e avventurieri della notte, nella fumosa penombra di un vecchio film noir, al ritmo incalzante di una calda suite jazz.

L'AUTORE


Dan Turèll (1946-1993), scrittore, poeta, giornalista e performer, ha attraversato da protagonista la scena culturale danese di fine Novecento. L’inesauribile produttività – 87 titoli dal 1969 alla prematura scomparsa – il sorridente antiautoritarismo e l’inconfondibile sarcasmo stupito ne hanno fatto uno degli autori più amati di Danimarca. Assassinio di lunedì fa parte di una serie di dodici gialli.

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