lunedì 10 aprile 2017

RECENSIONE || "Un incantevole Aprile" di Elizabeth Von Arnim

<<E mi sembra [...] che tutto questo non avrà mai fine. Ecco perchè dovrebbe esserci una pausa, qualche interruzione ogni tanto, per il bene di tutto. Insomma, non sarebbe mica da egoisti andarsene, essere felici per un po', e poi tornare persone migliori, no? Tutti hanno bisogno di una vacanza dopo un po'.>>

"Un incantevole Aprile" di Elizabeth Von Arnim, Fazi Editore, ha tutte le qualità di un romanzo dai contorni vittoriani ma con le caratteristiche della nuova Era, meno legata alle superficialità che si perdono definitivamente una volta che i personaggi lasciano l'Inghilterra. L'autrice ci racconta di questo viaggio in Italia fatto da quattro donne arrivate a un punto morto della loro vita, sfilacciate ed esauste dalle incombenze di ogni giorno che si presenta uno di seguito all'altro sempre uguale, negli anni venti del Novecento, in una grigia e buia Inghilterra.

È infatti un universo quasi magico quello in cui l'autrice attira Mrs Aburtnhot, Mrs Wilkins, Lady Caroline e Mrs Fisher. In un Marzo particolarmente cupo a Londra le prime due donne leggono un articolo che mette in affitto un castello in Italia per tutto il mese in Aprile con la promessa di tanto sole, mare e fiori. 

Inizialmente sconosciute, Mrs Aburtnhot e Mrs Wilkins stringono amicizia proprio a causa di questo pensiero fisso, quasi un sogno: entrambe per motivi diversi non si decidono a cedere a una vacanza per rimanere sole e scappare da ciò che c'è a Londra. Decidono di andare fino in fondo e quindi dividere le spese con altre due persone: solo due donne rispondo all'annuncio, Lady Caroline una ragazza molto giovane e incredibilmente bella, e Mrs Fisher una signora anziana dalle conoscenze altisonanti, sostenuta e profondamente critica.

Le quattro non sono disposte a condividere spazi e abitudini con le altre - in particolare le ultime due donne reclutate - mentre l'amicizia sboccia tra Mrs Wilkins e Mrs Aburtnhot. Il castello di San Salvatore, come promesso dal proprietario, è meraviglioso inondato di sole, pieno di fiori e posto su una scogliera. Un posto magico e rilassante già solo per chi sta leggendo il libro. I personaggi compiono una metamorfosi, prima fra tutte Mrs Wilikins la più eccentrica e colei che subisce immediatamente e in modo più profondo gli effetti di questo luogo. Piano piano i personaggi hanno un ritorno a sensazioni positive e amorevoli e una sensibilità più acuta  ciò che è bello e buono, il bisogno di amore spesso represso a Londra si presenta forte e prepotente prendendo vie inaspettate, tanto che alla fine del romanzo si fatica a riconoscere i personaggi.

<<Le vacanze erano una buona cosa, lo dicevano tutti, ma era davvero il caso che devastassero e cancellassero completamente la realtà quotidiana?>>

La trama è abbastanza prevedibile, e lo sviluppo del libro spesso arranca in ripetizioni sia per quanto riguarda la descrizione delle donne che i loro pensieri: la ridondanza abbonda. Fa scalpore nel cuore di chi legge i sentimenti positivi legati ad un ambiente irresistibile. Lo stile di Elizabeth Von Arnim ha un che di dolce, quasi sensuale.

I personaggi sono costruiti a tutto tondo e rivelano quasi degli stereotipi femminili di quell'epoca, da cui poi si sganciano una volta che San Salvatore ha praticato il suo incantesimo: Mrs Fisher è l'ultimo baluardo del periodo Vittoriano, la cui importanza ai dettagli e all'esteriorità è maggiore rispetto a quella data da Mrs Wilkins che non pone filtro tra i suoi pensieri e le chiacchiere. 

 Lady Caroline è la ragazza più giovane: odia la sua avvenenza perché ogni persona che incontra la tratta con i guanti bianchi, anche se lei vorrebbe scacciare ogni essere vivente e starsene per conto proprio, imparare a pensare e ad attirare le persone per ciò che pensa e non per il suo bel visino e la sua voce suadente; Mrs Aburtnhot rappresenta la donna devota, forse al limite: la sua vita è votata ai poveri, moderata e per bene, Rose è profondamente convinta di essere felice anche se ormai, a causa della sua fede che dilaga in ogni ambito della sua quotidianità, ha smesso di conversare con il marito che pur essendo cortese con lei non prova che affetto per quella creatura oramai nelle grinfie della chiesa.

Sotto una trama che può apparire superficiale si nascondono temi importanti, all'interno di uno scenario come pochi autori hanno saputo evocare, con una trama non sempre leggera e accattivante per il lettore.




COPERTINA 8,5 | STILE 7 | STORIA 6,5 | SVILUPPO 7,5


Titolo: Un incantevole Aprile
Autore: Elizabeth Von Arnim, traduzione di Sabina Terziani
Editore: Fazi Editore
Numero di pagine: 254
Prezzo: 12,75


Trama:

In un club della Londra anni Venti due signore inglesi scoprono di essere accomunate da una vita amorosa insoddisfacente, molto diversa da quella che avevano sognato il giorno del matrimonio. Mrs Wilkins, timida e repressa, è sposata con un avvocato ambizioso che «lodava la parsimonia tranne quando si trattava del cibo che finiva nel suo piatto»; Mrs Arbuthnot, estremamente religiosa, è sposata a uno scrittore di biografie sulle amanti dei re: per una donna come lei, una cosa davvero sconveniente. Insieme decidono di rispondere a un annuncio per l’affitto di un castello a San Salvatore, piccola cittadina della Liguria, per tutto il mese di aprile. A loro si uniscono Mrs Fisher, un’anziana signora che incarna appieno la morale vittoriana nel portamento, nelle amicizie e nella rigida etichetta che esige sia rispettata, e Lady Caroline, giovane ereditiera di una bellezza sopraffina in cerca di requie dalla vita mondana e dagli innumerevoli spasimanti. Le quattro donne, che si conoscono a malapena, si lasciano così alle spalle la grigia e piovosa Inghilterra per godersi un mese di vacanza in Italia. Immergendosi nel calore della primavera italiana e nella bellezza placida del luogo, avvolte nei profumi dei glicini e dei narcisi che aiutano a mettersi a nudo, le signore imparano ad apprezzarsi, mentre ognuna, a turno, sboccia e ringiovanisce, riscoprendo l’amore e l’amicizia, ritrovando la speranza. Un delizioso e irriverente romanzo al femminile che, uscito per la prima volta nel 1922, fu subito un bestseller.
Da Un incantevole aprile, uno dei romanzi di maggior successo dell’autrice, sono stati tratti due film.

L'AUTRICE



Nata col nome di Mary Annette Beauchamp a Kirribilli Point, in Australia, da una famiglia della borghesia coloniale inglese, era cugina della scrittrice Katherine Mansfield. Visse a Londra, Berlino, in Polonia e infine negli Stati Uniti. Si sposò due volte – entrambi i matrimoni furono infelici – ed ebbe cinque figli, fra i cui precettori ci furono E.M. Forster e Hugh Walpole. Fra un matrimonio e l’altro, fu l’amante di H.G. Wells. Fu una scrittrice molto prolifica.

6 commenti:

  1. Non mi ha convinta in nessun ambito, purtroppo né la vicenda, né i personaggi, né lo stile. Riproverò con qualcuna delle altre opere, però mi è dispiaciuto molto.

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    1. Non so se si nota dalla mia recensione (cerco di essere sì di parte ma di comunicare un po' tutto) ma sono dello stesso parere! Tu con quale vorresti (ri)provare?

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    2. In effetti mi era sembrato ma i voti conclusivi mi hanno tratta in inganno. Mi hanno parlato bene di Vera e Uno chalet tutto per me, leggerò quindi uno dei due, non a breve però.

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    3. Si, anche io mi prenderò una pausa da questa autrice! Però mi segno i titoli! :)

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  2. Io sono affascinata (incantata?) da questo libro, probabilmente per merito della copertina e della trama interessante. Ho intenzione di leggerlo al più presto e spero di poter smentire le vostre delusioni 😊

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    1. Ciao! Sinceramente mi aspettavo di più, proprio perché sia la trama che la cover mi avevano conquistata!

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