martedì 30 maggio 2017

RECENSIONE || "Il mandarino meraviglioso" di Asli Erdogan



<< Il proprio Paese, una volta intollerabile, si è trasformato adesso in un paradiso dei sogni perduto, ma ormai, ai sogni non crede più. [...] La Turchia mi aveva rubatogli anni della prima adolescenza e quelli nessun altro Paese poteva rendermeli. [...] Il mio inferno non era né il mio Paese, né qui. Lo trasportavo dentro, proprio come le immagini del paradiso. >>

"Nel vuoto dell'occhio perduto"



Ero estremamente curiosa di leggete Asli Erdogan, autrice tra le più attuali e importanti di origine turca. I suoi racconti mi hanno incuriosita a partire dal titolo "Il mandarino meraviglioso", Keller Editore. E proprio uno dei più racconti porta lo stesso titolo della raccolta, la storia di un anziano che picchiato e pestato non riporta ferite o botte, ma la ragazza che dopo lo accarezza gli procura ferite e lacerazioni fatali. L'autrice identifica questo racconta come << una delle mie storie preferite >>.



E questo è il tono dell'intero volume in cui la protagonista, Cassandra, << una donna che veste sempre di nero, magra nervosa, dalle mani che tremano gli zigomi alti. Un volto che ricorda la gente dell'Est, misterioso, occhi grigi...>> turca che appartiene a Istanbul ma che per amor proprio, un po' per ribellione, si rifugia a Ginevra, Svizzera, una città fredda in cui non si riconosce perché non viene accettata. Cassandra ama passeggiare durante la notte per le vie più antiche della città, attraversa il ponte in cui i due fiumi si incontrano, percorre le vie dove le prostitute mostrano le gambe e in ogni kebab c'è un incontro tra spacciatori e drogati. In questa piccola descrizione possiamo di certo vedere la protagonista come una traslazione su carta fedele, almeno emotivamente, del ritratto della nostra autrice, che per anni ha lavorato al CERN di Ginevra.



<< Nella luce pallida dei lampioni della strada, nonostante non avesse ancora trent'anni, una donna esaurita, un po' misteriosa, un po' tragica, una donna stanca. In ogni caso un personaggio di un romanzo. >>


È una creatura della notte, forte che accetta e combatte la solitudine, innamorata di un uomo che le guarda l'anima, Sergio che la lascerà senza una spiegazione, rubandole la sua serenità e la sua metà. Poco dopo l'addio di Sergio, Cassandra perde un occhio: l'analisi che fa delle sensazioni che prova, il mondo visto senza profondità, con dolore, in ombra sono profonde e dettagliate, minuziose 

<< osservavo solo luoghi, i tesori nascosti dei marciapiedi. Biglietti d'autobus, mozziconi di sigaretta, più in là il filtro di una canna, escrementi di cane, fazzoletti di carta, latte di birra vuote... In un altro momento non avrebbero sicuramente attirato la mia attenzione, ma adesso ognuno si trasformava in racconto, con l'accumulo di piccoli niente >> e gli sguardi degli altri la spingono ancora di più a uscire sempre meno di giorno e di più di notte fino all'alba << Fratè , io stanotte devo aver perso la testa. Sono due volte che vedo il fantasma di una donna con un occhio solo. >> . Impossibile non fare caso alla perdita dell'amante e alla poco lontana scomparsa dell'occhio sinistro, come le cose fosse quasi conseguenti, naturali.


<< Ma la separazione del doppio ci spaventa ancora di più dell'annientamento. >>


Il tema del doppio, dell'amore composto da due persone e da due anime (spesso si riferisce all'unione sessuale di lei e di Sergio come i due fiumi che si unisco, creando un novo, unico, fiume) e la mancanza della parte speculare è sentito fortemente dall'autrice che pone l'accento più di una volta sugli sguardi e i pensieri sconvolti di chi la guarda e non la guarda, dei commenti degli stranieri che pensano che lei non capisca la loro lingua. Un fantasma, una presenza appena percettibile che vaga senza meta ma che osserva, rivive, rimastica in continuazione.



<< Sono il fantasma scuro della solitudine. Senza sguardo. Da un solo sguardo. >>


Asli Erdogan prima di essere una scrittrice è una donna che sente molto, sensibile a tutto. I suoi racconti sono profondamente introspettivi che spesso cadono nella nostalgia, nella malinconia nella vera e propria disperazione. Cassandra è venata di tristezza di nostalgia vero Istanbul che la richiama spiritualmente ma che lei censura per la sua cultura che ghettizza le ragazze a cui non è permesso vivere liberamente come invece riesce a fare a Ginevra dove però non è integrata. Nei racconti c'è uno sguardo agli altri immigrati come lei, - che critica e vede spesso in maniera negativa ma che non piò fare a meno di sentirli più vicino a lei - e uno sguardo ai ricchi svizzeri dai toni pacati, gli sguardi seri. 



Da questo quadro ne esce una raccolta davvero intensa in cui il lettore che si immerge a primo acchito si ritira e in contemporanea vuole capire di più di Cassandra. Le tinte scure, opache con cui Asli Erdogan ricopre ogni cosa anche l'amore, anche l'amicizia deprimono e mostrano immagini forti. Al contempo riferisce le sensazioni di chi esiliato deve vivere in una terra che non è sua in cui non ritrova né gli odori, né i sapori e nemmeno gli odori del proprio Paese, rendendo questo piccolo volume più attuale di quanto possa sembrare. 





COPERTINA 7 | STILE 8 | RACCONTI 7 




Titolo: Il mandarino meraviglioso
Autore: Asli Erdogan, traduzione di Giulia Ansaldo
Editore: Keller Editore
Numero di pagine: 168
Prezzo: 14,00 euro

Trama:

Una giovane donna turca cammina nell'oscurità della notte, lungo le vie solitarie e misteriose della Città Vecchia di Ginevra. 

Dopo la partenza del suo amato passa le serate nei caffè. In questi luoghi troppo luminosi, fumosi, qualche volta accoglienti, scrive e riflette sulla gioventù sprecata, ripercorre la propria vita fino al luogo delle origini, sulle rive del Bosforo, lì dove la paura è cominciata.
Perché nella sua terra natia essere libera significava infrangere i divieti e le restrizioni, e l'unico modo per farcela era andar via...
Una storia di emigrazione, di identità perse e ritrovate, di spaesamento. Una novella iniziale e una manciata di brevi racconti per farci conoscere la voce originale di una scrittrice che si pone a cavallo di continenti e culture tra loro molto diversi.
Unanimemente definita come una delle autrici più interessanti di questi ultimi anni, è stata inserita dal magazine francese «Lire» nella classifica dei 50 Writers of Future.



L'AUTRICE 

Aslı Erdoğan è nata a Istanbul. Laureata al Robert College nel 1983 e presso il Dipartimento di Ingegneria Informatica di Boğaziçi University nel 1988, ha lavorato in varie parti del mondo prima di tornare in Turchia e diventare scrittrice a tempo pieno. 

Il suo primo romanzo, Kabuk Adam, è stato pubblicato nel 1994; in seguito esce Il mandarino meraviglioso, una serie di racconti legati uno all'altro. Nel 1998 vede la luce il romanzo Kirmizi Pelerinli Kent che viene tradotto in varie lingue guadagnandosi il riconoscimento della critica e dei lettori.

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