giovedì 9 novembre 2017

RECENSIONE || Birra scura e cipolle dolci di John Cheever

"Amy batte il tempo con i piedi e pensa al suo quarantacinquesimo aprile e al suggello e simbolo per eccellenza della primavera, la birra scura e le cipolle dolci."

Ritorniamo a parlare di una raccolta di racconti questa volta scritta da una voce potente quanto importante e forse poco conosciuta. Sto parlando di John Cheever scrittore americano vissuto tra il 1912 e il 1982 che ha accusato, come molti altri suoi colleghi, la lama fredda della Grande Depressione.

I racconti contenuti in "Birra scura e cipolle dolci", Racconti Edizioni, sono il lavoro di un Cheever ancora giovane, scritti che risalgono tra il 1932 e il 9141 (a eccezione di uno) e che ritraggono la fotografia si un'America nella grande morsa della povertà. Tra la biografia, autobiografia e fiction i racconti si aprono su diverse città e trova come protagonisti persone diverse ma con più o meno le stesse caratteristiche.

Uno spaccato interessante e che ha sicuramente rispecchiato un momento della vita di Cheever che durante la Depressione ha vissuto un grande momento di povertà. I suoi racconti rivelano una grande caratteristica del popolo americano durante questo periodo: un fatalismo e una cieca speranza (direi più sicurezza) che tutto in qualche modo -un modo che non dipende assolutamente da loro- si rimetterà a posto e la fortuna girerà di nuovo dalla loro parte. 
Non si lascia spazio a tragedie, se non piccoli sfoghi, il dio Denaro è sentito importante finché è presente nelle tasche dei personaggi che possono tranquillamente -e senza scrupoli o moderazione- giocarselo alle corse dei cavalli presenti in quasi ogni breve storia.

In altre parti del libro si fa riferimento a quella che è tutt'ora la provincia americana molto diversa dalle grandi città: case isolate, quartieri vivi poche volte all'anno in cui succede qualcosa che ripopola un pezzo di terra altrimenti semi deserto. Mi è capitata, come si suol dire, a fagiolo la newsletter de La McMusa "La bugia della provincia americana", in cui descrive la sensazione di smarrimento, abbattimento e noia che si prova in queste zone e che invece non traspare dalle parole di Cheever amante della natura e della vita all'aperto: il protagonista di "Di passaggio" adora camminare dalla casa dei suoi ospiti verso la città, senza nessun problema si sciroppa chilometri e chilometri; mentre gli Shusser vivono peggio la loro lontananza dalla Grande Mela, simbolo di ricordi e bei tempi andati, incastrati a passare serate a bere birra fredda e chiacchierare di ciò che fu.

Tre racconti mi sono rimasti impressi: "Di passaggio" -il racconto è diviso in più parti ma ciò che mi ha colpito è come la famiglia che sta per perdere la casa (ipotecata e che la banca ora sta vendendo a un'azienda petrolifera) non risparmi denaro e continui a vivere come al solito, anche se non saprà come pagherà l'affitto del nuovo alloggio di cui avranno bisogno-, "L'uomo che lei amava" -molto commovente, i genitori che hanno perso tutto alle corse, permettono alla giovane figlia di sposare un uomo umile (il loro autista) e rinunciare a un matrimonio con un ricco e nobile signore-, e "L'opportunità" -la madre della giovane Elise la sottovaluta pensando che sia una sciocca e non la capisce quando decide di non firmare un promettente contratto per fare l'attrice in un'Opera teatrale e poter diventare ricca; secondariamente ho trovato tristi "Bayonne" e "La spogliarellista", ma ben incastonati in questo periodo, assolutamente azzeccati. Nessun racconto è scontato, ognuno di essi è uno spezzone di vita con una sintassi chiara, limpida e scorrevole. Le sensazioni che comunicano (spesso non a parole ma con qualche gesto o pensiero di cui il lettore viene messo al corrente) sono intense e urgenti: decisioni che vanno prese, cambiamenti definitivi. 

Consiglio "Birra scura e cipolle dolci" ai lettori che si vogliono immergere nella letteratura americana iniziando con Cheever senza sprofondare nelle 800 pagine de "I racconti" o nelle 500 di "Una specie di solitudine".

COPERTINA 6 | STILE 9 | RACCONTI 8

Titolo: Birra scura e cipolle dolci
Autore: John Cheever, traduzione di G. Luccone
Numero di pagine: 200
Prezzo: 17,00 euro

Trama


John Cheever scrive questi racconti tra i venti e i trent’anni. Sono short stories imbevute di idealismo e della sua necessaria scia di disillusione, giovanili eppure di uno scrittore già formidabile e formato, da principio pubblicate su riviste di sinistra con tirature risibili e poi via via su magazine sempre più alla moda come Cosmopolitan e Collier’s.
Non siamo ancora alle cronache minute di ciò che succede dietro i prati perfettamente falciati e le staccionate imbiancate di fresco, ma tra commessi viaggiatori al tramonto dei loro giorni di gloria e marxisti puritani che osservano gli altri bere e divertirsi mentre loro immaginano un’umanità nuova. Parteggiamo per la rivincita di una spogliarellista in là con gli anni e subito dopo assistiamo agli innumerevoli piccoli fallimenti di giocatori d’azzardo sempre alla ricerca di un’ultima opportunità, di un cavallo finalmente vincente e di una felicità mai raggiunta e sempre inseguita con la pervicacia di un baio adombrato.
È l’onda lunga della Grande depressione post ’29, un’America che va imparando il sapore della nostalgia per un’era mai vissuta e un’innocenza tutta da perdere. Cheever accarezza grazia e peccato, muovendosi tra case sfitte, inquilini che non pagano la pigione e torchi fermi da troppe stagioni. E così incontriamo zingari ubriaconi travestiti da pellerossa e cameriere disposte a ogni sgambetto pur di tenersi strette lavoro e dignità. Incontri che, come sostiene Christian Raimo nell’introduzione, ci ricordano perché vale la pena leggere.

L'AUTORE

John Cheever (Quincy, 27 maggio 1912 – Ossining, 18 giugno 1982) è stato uno scrittore statunitense.
William John Cheever è stato chiamato il Čechov dei sobborghi. I suoi romanzi e racconti sono per massima parte ambientati nell'Upper East Side di Manhattan, i sobborghi della Contea di Westchester, i sei stati del New England (in vecchi villaggi del New Hampshire, del Massachusetts, del Vermont, del Connecticut, del Rhode Island e del Maine), intorno a Quincy, suo luogo natale, e in Italia, soprattutto a Roma.
È riconosciuto come uno degli scrittori più importanti del Novecento statunitense, e ricordato soprattutto per i racconti brevi, misura in cui eccelle, ma è stato anche autore di romanzi, tra cui il famoso Falconer.
[fonte:wikipedia]

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