domenica 31 dicembre 2017

Le più belle letture del 2017 dell'Officina del Libro

È arrivato il momento di tirare le somme in quest'anno che ho dedicato meno tempo alla mia passione per la lettura e la condivisione delle mie sensazioni su alcuni libri e invece ho accolto con gioia (e parecchia, ma parecchia nausea) una nuova bimba che nascerà nel 2018 e ho traslocato in una nuova città con figlio e gatto. Bei cambiamenti, insomma.

Forse nel 2017 più che in altri anni ho letto libri di qualità: in che senso di qualità? Ma, di sicuro più classici come "Uomini e Topi" di Steinbeck e "L'amore ai tempi del colera" di Gabriel Garcìa Marquez senza tralasciare autori più attuali per nulla scontati come Per Olov Enquist o Cristina Henríquez. Quindi meno libri (per i motivi sopra indicati) ma di sicuro più sentiti, più gustati, più amati. Mi capiranno tutti i lettori che nelle loro wishlist lasciano ogni anno indietro un buon 30%.

Ma bando alle ciance e iniziamo a elencare quei libri che mi hanno colpito in questo 2017 (ATTENZIONE: non tutti i libri sono stati editati in quest'anno!), per ovvie ragioni non saranno presenti super classici, ma libri abbastanza contemporanei.





Iniziamo con un cliché mica da poco, "Le nostre anime di notte" di Kent Haruf, NN Editore. C'è poco da fare un autore sommamente bravo può scrivere di ciò che vuole, anche di una relazione tra due anziani che decide di condividere la notte (per dormire insieme) e affrontare le paure, i ricordi dolorosi, le preoccupazioni che ancora affliggono due genitori. Insomma uno di quei libri che consigli a tutti i tuoi amici, genitori, cani e gatti perché come Kent Haruf ci sono davvero pochi scrittori.

Proseguiamo con un'autrice meno conosciuta ma non meno autorevole in quanto scrittrice: Tove Jansson con "Fair Play", Iperborea. Ora, di suo non ho letto molto anche se posseggo "Il libro dell'estate" che attende pazientemente (diciamo molto pazientemente) sullo scaffale della mia libreria. La domanda che mi è sorta dopo aver letto qualche volume del catalogo Iperborea è stata: come ho fatto a ignorare l'esistenza di autori nordici così bravi per tutto questo tempo? La risposta rimane nebulosa, ma di sicuro sto recuperando a tutta birra e non posso proprio non consigliarvi la Jansson bravissima descrivere e creare storie di relazioni tra due persone amiche o qualcosa di più.

Passiamo a un'altra casa editrice indipendente che ho davvero apprezzato per "I miei piccoli dispiaceri" di Miriam Toews, Marcos Y Marcos (meno per l'ufficio stampa). Un'altra scoperta recente ma che mi ha rubato il cuore e che spero di approfondire nel tempo (magari con l'anno nuovo), iniziando "in fuga con la zia" oppure con libri più recenti. 

Rullo di tamburi per un libro che sto regalando a tutti e che ancora ho stampato nella mia testa nonostante siano passati 11 mesi da quando l'ho letto. "Anche noi l'America" di Cristina Henríquez, NN Editore. Una penna affilata ma anche tenera che riesce a trattare di temi spinosi in maniera profonda ma davvero scorrevole e piacevole. Non potevo non inserirlo nella top ten dei libri del 2017.

Il 2017 per me è stato l'anno delle raccolte di racconti. Come ho fatto a vivere senza? Ne ho lette davvero tantissime ma quella che più mi è rimasta impressa è stata "Famiglie ombra" di Mia Alvar di una casa editrice con cui ho iniziato a collaborare davvero da poco, Racconti Edizioni

Fa parte delle grandi scoperte Annie Ernaux con "Memorie di ragazza", L'Orma Editore, che ho assaporato e apprezzato per la costruzione del suo memoir in modo davvero trasparente e smaliziata, autentica insomma. Appunto per il 2018: procurarsi altri libri della Ernaux.

Come ormai avrete capito i libri che mi hanno rapito il cuore quest'anno sono stata editati tutti da case editrici indipendenti e fa parte di questa bella schiera anche "Inseparabile" di Lalla Romano, Lindau Edizioni. Altra mancanza nella mia "cultura letteraria" sono gli autori italiani. Con Lalla Romano mi si è aperto un mondo e non vedo l'ora di addentare i due racconti inediti che ho sul comodino, pubblicati recentemente da Lindau.

Non posso non aggiungere un romanzo che simboleggi la mia fissa per la letteratura americana. "Il giardino delle delizie" di Joyce Carol Oates, Il Saggiatore, nella bella traduzione di Francesca Crescentini (Tegamini), mi ha lasciata con la voglia di proseguire la sua quadrilogia e per questo mi sono già procurata "I ricchi". Moltissime altre letture che riguardano l'America hanno punteggiato questo 2017 da Steinbeck -come vi dicevo prima- a John Cheever, ai libri pubblicati da Black Coffee Edizioni, perle contemporanee spesso sottovalutate nel panorama letterario attuale.

Voglio chiudere in bellezza con un autore che mi piace moltissimo. Custodisco gelosamente questo volume e non so cosa darei per riuscire a intervistare e sentire parlare Jan Brokken a proposito di "Bagliori a San Pietroburgo", Iperborea. Cosa volete che vi dica, questo libro mi ha ammaliata e ha innescato una curiosità pazzesca per gli autori russi (sto leggendo Anna Karenina e mi piace moltissimo contro ogni previsione) e credo che uno dei prossimi viaggi sarà proprio a San Pietroburgo per ripercorrere i passi di Dostoevskij, Tolstoj e tantissimi altri autori e compositori.


E adesso che vi siete sorbiti la mia lista di libri, ditemi voi quali sono stati i migliori libri del vostro 2017!

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