martedì 19 dicembre 2017

RECENSIONE|| "In gratitudine" di Jenny Diski

Ho letto per la prima volta Doris Lessing quasi dieci anni fa, in treno, nella tratta Torino-Modena. Non sapevo chi fosse, ero in quella fase "divoro qualsiasi cosa mi si butti sotto al naso" e mi sono innamorata, piangendo -come spesso mi capita- de "Il quinto figlio". Era un volumetto abbastanza vecchio, recuperato nel trasloco del mio attuale marito, allora mio fresco ragazzo. Non ho perso tempo e prima che se ne accorgesse gli avevo sottratto parecchi romanzi che avevo infilato e nascosto tra i vestiti della valigia del ritorno.

"In gratitudine" di Jenny Diski, NN Editore, l'autrice apre un varco temporale in cui rappresenta Doris Lessing come scrittrice, nel ruolo di madre e di tutore nei confronti della stessa Jenny. Il ritratto di Doris Lessing che appare è differente da come me l'ero immaginata, come spesso accade con scrittori e artisti. Una donna molto impegnata nello scrivere, che cerca di non essere disturbata durante il suo lavoro, con idee e prese di posizione definite, amante della chiarezza e della libertà di cui non si fa scrupoli di discutere con la sua cerchia di intellettuali, spesso a cena a casa sua: ogni argomento può essere criticato e ridefinito in modo netto e senza ombre dalle idee progressiste della Lessing.


Ma non dimentichiamoci che la storia non è sua ma di Jenny che decide di scrivere questa sorta di biografia, più che altro un memoir, dopo aver scoperto di avere un tumore e, in seguito, la fibrosi ai polmoni. Due malattie che non lasciano scampo e che di punto in bianco mettono Jenny davanti alla scelta di raccontare la sua burrascosa vita di bambina, adolescente e adulta quanto meno problematica. 
Cresciuta da due genitori inadatti e poco empatici -la stessa Diski dirà che non dandole direttive su come comportarsi, oltre a sentirsi persa era libera di decidere che cosa fare in determinate situazioni, non si accorge di star prendendo la strada sbagliata- Jenny cresce tra espulsioni, cliniche psichiatriche e lavori insoddisfacenti finché il figlio della Lessing non intercede per lei con la madre che decide di farle da tutrice inserendola in quel mondo patinato e intellettuale in cui Jenny fatica a inserirsi ma di cui vuole fare disperatamente parte. Vuole avere pensieri chiari e prove convincenti per dimostrare che il suo pensiero è brillante tanto quanto il loro, saper discernere così bene tra bello e brutto, tra giusto e sbagliato, non avere dubbi o incertezze, proprio come Doris e i suoi splendenti amici.

Il suo rapporto con la tutrice è quanto meno ambiguo: non è una madre e non è un'amica, la casa in cui è costretta a vivere è sconosciuta non sa se può mangiare e dormire e parlare quando vuole o che regole ci siano, quelle regole non dette, quelle abitudini date per scontate e che lei ignora. Allo stesso tempo Jenny viene accolta, salvata in qualche modo, da un destino banale e insoddisfacente senza cultura, senza studi: si apre un caos emotivo, con due poli opposti, da un lato la gratitudine nei confronti di Doris che la mantiene e la sostiene a modo suo, dall'altro un senso di inadeguatezza e una critica dura e cruda verso la stessa Lessing che la porta a essere in un certo senso ingrata.
 La condotta di Jenny non migliora ma sicuramente viene spronata da Doris a studiare; in momenti cruciali della sua vita Jenny ha in mano un libro, forse quello che mi ha colpita di più è la lettura e l'immediata rilettura di Anna Karenina. Tutti questi ricordi riemergono mentre Jenny cerca di sopravvivere alla malattia, agli effetti scomodi dei farmaci e ad accettare la sua morte. 

Un libro che ho apprezzato anche se la figura di Jenny, il suo modo di vivere mi stanno particolarmente antipatici credo che "In gratitudine" -o ingratitudine, concetti in cui Jenny cade e "scambia" in continuazione- sia un volume pieno di emozioni e vita, in cui qualcosa viene svelato, viene tolta quella patina lucida che si appioppa più che volentieri a scrittori e artisti -e che altrettanto frequentemente viene smentita- e lascia la carne viva, i fatti e la vita quotidiana che nel bene o nel male tutti dobbiamo vivere. In contemporanea c'è l'aspetto di come Jenny affronta il cancro: la scrittrice non si risparmia mette a nudo dubbi, ironie e la disperazione di sentirsi diversa, peggiore, malata, pensare che per certi eventi futuri lei non ci sarà. 
Un libro che sì, è per chi cerca risposte a tante domande, una storia smaccata, smaliziata, senza fronzoli, pratica che mette sul piano le cose così come sono.



COPERTINA 6 | STILE 8 |STORIA 7,5



Titolo: In gratitudine 
Autore: Jenny Diski, traduzione di Fabio Cremonesi
Editore: NN Editore
Numero di pagine: 272
Prezzo: 18 euro


Trama

Nell’agosto del 2014 Jenny Diski riceve la diagnosi definitiva: ha un cancro inoperabile e le rimangono pochi anni di vita. Non sa come reagire, ma sa di non avere altra scelta che scriverne. E decide di raccontare per la prima volta i suoi anni con Doris Lessing, la romanziera premio Nobel che l’ha accolta in casa da adolescente. Jenny entra nella famiglia di Doris da estranea, portando con sé tutte le paure e la rabbia, le domande e l’inquietudine di una quindicenne uscita da un’infanzia tormentata, vissuta tra i genitori e gli ospedali psichiatrici. Ma la favola della trovatella e della nobile salvatrice non calza alle esistenze di Jenny e Doris, che rimangono sempre in bilico tra le parole gratitudine e ingratitudine, fino alla fine. Come in uno specchio, anche il rapporto con la malattia ruota attorno a queste due parole, perché pone la scrittrice sempre, fino alla fine, davanti alle stesse identiche paure, incertezze e speranze.
Sincera fino allo spasimo, Jenny Diski guarda il mostro negli occhi e, con una furia e un’ironia prive di lamenti e recriminazioni, ci consegna una dichiarazione di amore per la vita, il potere delle parole e l’orgoglio dell’esperienza.

L'AUTRICE


Jenny Diski è nata nel 1947 a Londra ed è scomparsa nell’aprile del 2016. Scrittrice e intellettuale inglese, con i suoi romanzi, saggi, racconti e memoir ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti. I suoi articoli sono apparsi sui maggiori quotidiani inglesi ed è stata per venticinque anni editorialista della London Review of Books. Per NNE usciranno prossimamente Stranger on a Train e Skating to Antarctica.


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