martedì 20 marzo 2018

La scienza e il corpo umano spiegato ai più piccoli || di Heater Alexander e illustrato da Andrés Lozano, Editoriale Scienza


Se il vostro bambino è curioso e si pone tante domande su come funziona il corpo umano, questo è sicuramento il libro per voi!

“Il mio corpo” scritto da Heater Alexander e illustrato da Andrés Lozano, edito da EditorialeScienza (13,90 euro, 16 pagine) permette di affrontare questo tema in modo specifico ma anche facile e intuitivo grazie alla struttura del libro: in questo caso si lascia stare l’aspetto didascalico e si preferisce optare per alette e frecce. Una vera e propria scoperta nel sollevare le alette e scoprire organi, apparati, vasi sanguigni e strutture ossee.

In modo coinciso ma non approssimativo il libro fornisce  tutte le informazioni utili per capire le funzionalità di una macchina tanto complicata.
La parte testuale è completata dalla parte colorata e disegnata. Grandi illustrazioni su pagine spesse, quasi cartonate, chiare che non lasciano dubbi e che rendono accessibile il libro anche ai bambini in età prescolare (per apprezzarlo appieno viene consigliato dai 6 anni in poi).

Il libro diventa unico con piccole curiosità come “Quanti muscoli abbiamo nel nostro corpo? Che cos’è il vomito? Di che cosa è fatta la saliva? Quanti capelli ho in testa? Qual è l’osso più corto? Qual è il mio organo più grande? Quante volte respiro in un giorno?” irresistibili per i piccoli lettori curiosi!

Si parte per gradi, prima il corpo analizzato nei suoi elementi superficiali, diciamo visibili, e poi ci si inoltra sotto l’epidermide, concentrandosi sugli organi più importanti: polmoni, cuore, cervello (per quest’ultimo si dedica un’ampia parte senza risparmi su dettagli come memoria, nervi, midollo spinale) vengono “aperti” e scoperti . Poi occhi, naso e orecchie le parti del corpo che di solito sono protagoniste delle domande dei bambini, almeno di Gabriele, perché i cinque sensi sono effettivamente i più vicini e primi a poter essere provati e verificati.
Il libro finisce con piccoli consigli per mantenere sano il corpo come alimentazione e mantenimento muscolare con l’attività fisica.

Gabriele a soli 3 anni e mezzo riesce, con il mio aiuto, a muovere i primi passi nella scoperta del  corpo umano; dal mio punto di vista mi piacciono i libri che con semplicità riescono ad avvicinare e incuriosire Gabriele su argomenti che non sempre sono intuitivi ma anzi macchinosi come il funzionamento del corpo. Credo che il punto forte del libro sia l’impronta stilistica nelle illustrazioni e nelle modalità di accesso alle informazioni: il sollevare le alette e scoprire  materialmente altre parti del corpo, più nel dettaglio, è sicuramente un’idea geniale che è funzionale anche per un apprendimento visivo più facile.



giovedì 8 marzo 2018

RECENSIONE || "L'amico perduto" di Hella Haasse

<<Io mi voltai a guardare il Telaga Hideung, cratere antichissimo trasformato in lago dalla pioggia, specchio per gli alberi e le nuvole, luogo dove giocavano la luce e l'ombra, le raffiche di vento e i serpenti marini, regno segreto che tradiva la sua impersonale crudeltà con la presenza di riflessi sanguigni e di piante in agguato sotto la superficie nera.>>

"L'amico perduto" di Hella Haasse, Iperborea, si legge tutto d'un fiato. 
Il piccolo romanzo contiene un mondo colorato e in profondo mutamento, nelle Indie Occidentali ancora sotto il dominio Olandese. 


Davanti agli occhi del lettore si apre uno scenario fatto di piantagioni di the, di laghi oscuri, di foreste piene di uccelli colorati, animali di mille forme. I protagonisti che ci portano attraverso il tempo e lo spazio sono il figlio del direttore della piantagione di the, benestanti ed europei; e Urug il figlio di un indigeno che lavora nella piantagione. L'amicizia tra i due bambini è forte: anche se non contemplata nell'educazione del figlio del direttore, i genitori non riescono a recidere questo legame nemmeno quando viene chiamato un istruttore che riesce a ingraziarsi entrambi i ragazzi con la scienza, l'avventura e l'esplorazione.


Tutto cambia con la morte del padre di Urug, che per salvare l'amico del figlio, muore affogato nel Telaga Hideung, un lago che ritorna durante la narrazione come punto di svolta nella vita di entrambi i ragazzi, un posto oscuro che richiama qualcosa di freddo e pericoloso.
Da questo momento in poi i due ragazzi frequenteranno due scuole diverse -Urug con il sostegno economico della famiglia dell'amico, una sorta di risarcimento- nella stessa città, Subakami, e vengono affidati a Lida la proprietaria di una locanda che diventerà la tutrice e profonda sostenitrice di Urug. Mentre l'amico benestante non si sposta dai suoi binari ma si lascia trasportare senza prendere posizioni o identificarsi in ideologie politiche, Urug mostra nuovi aspetti di se stesso, frequenta indigeni o meticci, ha un nuovo sguardo obliquo, un che di misterioso, una continua metamorfosi. L'amicizia tra i due comincia a farsi più friabile, meno esclusiva e diventa metafora di ciò che sta succedendo nelle Indie Occidentali: gli olandesi perdono potere sulla gente, gli indigeni iniziano a ribellarsi, si lotta per l'indipendenza.

Ed ecco che i nostri protagonisti si fanno, loro malgrado, interpreti, attori delle due fazioni opposte: Urug in modo forte e convinto, il suo amico senza fare qualcosa di davvero pratico e senza mostrare alcuna forma di razzismo, violenza o ideologia colonialista: lui viene semplicemente preso come capro espiatorio, simbolo di oppressione e ricchezza dall'amico di una vita. Dell'Europa poco gli importa e solo sotto consiglio del padre, il ragazzo ormai grande e solo senza Urug, si trasferisce per un periodo in Olanda per completare gli studi e in seguito tornare nelle Indie, la terra che sente davvero casa, mostrando una dicotomia profonda tra l'idea che Urug ha di lui e ciò che è davvero. I due ragazzi non sono più amici, sono lontani anni luce dai pomeriggi di giochi, dalle gite al fiume o le avventure nella calura della foresta. 

"L'amico perduto" è un romanzo di formazione ma anche eccezionale resoconto della Storia -considerando che è stato scritto nel 1948- e di come questa agisca sui rapporti e le relazioni. Il narratore, unico portatore di pensieri a chi legge, è il figlio del direttore che si fa carico di vedere e giudicare per noi la situazione. Con uno stile scorrevole e una trama che non lascia trasparire l'esigenza di indottrinare sui cambiamenti storici, il lettore si lascia facilmente ammaliare dal racconto di questa amicizia imbevuta di conflitti più grandi di tutti loro.

COPERTINA 8,5 | STORIA 7,5 | STILE 8,5

Titolo: L'amico perduto
Autore: Hella Haasse, traduzione di Fulvio Ferrari
Editore: Iperborea
Numero di pagine: 160
Prezzo: 16,00 euro

Trama

Due ragazzi crescono insieme nella natura lussureggiante e incantata di Giava, uniti da un mondo di avventure, esplorazioni e sogni tra i verdi campi di tè e le terrazze di risaie, i sentieri di terra rossa e i misteri delle foreste vergini del Preanger. L’uno è il figlio del direttore di una piantagione olandese e ama l’Indonesia e la sua gente come il luogo dell’anima dove è nato e a cui sente di appartenere. L’altro è Urug, figlio di un lavorante indigeno che grazie a una serie di circostanze fortuite riesce ad accedere agli studi e a seguire l’amico fino a Giacarta. Ma l’innocenza e la libertà dell’infanzia non tardano a essere travolte da avvenimenti inaspettati: il movimento di liberazione indonesiano, la Seconda guerra mondiale e la guerra coloniale rendono ineludibile una scelta di campo e portano i due giovani a guardarsi con occhi nuovi, a scoprirsi estranei, e a seguire i loro destini inconciliabili: l’uno ritrovandosi sradicato di fronte alla fine del proprio mondo con la consapevolezza di non avere mai conosciuto veramente quella che considerava la sua terra; l’altro alla ricerca di un’identità, di una rivalsa, di un nuovo inizio per sé e per il suo Paese. Considerato uno dei grandi classici della letteratura olandese, L’amico perduto è una delicata storia di amicizia che sfocia nel drammatico disvelamento di una lontananza, un romanzo di formazione attraversato da una nostalgia struggente che ancora oggi ci tocca per la sua forza profetica nell’affrontare l’eredità del colonialismo, la necessità di interrogarsi sul passato, quell’incomprensione che continua a minare un autentico dialogo tra diversi.

L'AUTRICE

Hella Haasse (1918-2011) è nata a Batavia, l’attuale Giacarta, ed è considerata una delle più interessanti scrittrici olandesi contemporanee. A vent’anni si trasferisce in Olanda dove studia letteratura e recitazione e pubblica L'amico perduto (Iperborea 2017), il suo primo romanzo di successo, impregnato di quel senso di lacerazione che le ha dato la Guerra di Secessione delle Indie olandesi, in quel tempo ancora in corso. Resa famosa dai suoi romanzi storici, come Vagando per una selva oscura Il profumo di mandorle amare e per le sue opere legate ai ricordi d’infanzia nelle colonie olandesi, affronta nella sua vastissima opera anche temi più personali e intimi legati al mondo contemporaneo, come nella Fonte nascosta, in Di passaggio o nelle Vie dell’immaginazione


venerdì 2 marzo 2018

RECENSIONE || "Le risposte" di Catherine Lacey

Se siete alla ricerca di un romanzo che rompa i confini, gli stereotipi e vi proponga una storia originale ed emozionante "Le risposte" di Catherine Lacey, Edizioni Sur, fa al caso vostro.

La protagonista, Mary, a prima vista è piuttosto insipida: una trentenne che vive da sola a New York, senza un fidanzato o con particolari affetti, piena di malanni tra l'immaginario e il reale, con un passato che cerca di tenere il più nascosto possibile non perchè sia indecente o raccapricciante, semplicemente, perchè se ne vergogna. Durante il college incontra un'amica, Chandra, che la trascina con sé e la porta nella Big Apple dove trova un lavoro in un'agenzia di viaggi con cui spera di riempire i numerosi debiti che ha fatto per viaggiare con la sua compare.


I dolori ritornano e i debiti aumentano a causa delle parcelle mediche, finché Chandra non le consiglia l'ennesima terapia omeopatica, il PAKing con il fascinoso e misterioso Ed. Effettivamente questa nuova terapia funziona peccato che abbia un prezzo davvero al di sopra delle sue possibilità. Per questo, con le ritrovate energie donategli dal suo PAKer Ed, decide di trovare un secondo lavoro rispondendo a un annuncio che trova in un negozio di alimentari che promette una buona paga e un numero di ore davvero esiguo.

I colloqui sono strani e numerosi, con sensori applicati su corpo e viso finché finalmente non le spiegano in che cosa consisterebbe il suo lavoro. Tutto è incentrato su una ricerca un Esperimento Relazionale, detto Esperimento Fidanzata con un divo del cinema (che lei non conosce perchè non è mai andata al cinema e non ha mai avuto la televisione) che vuole lasciare una traccia nel mondo. Questa ricerca -completa di un reparto di scienziati- è molto seria e comprende una serie di fidanzate che entreranno a far parte della vita dell'attore Kurt Sky: la Fidanzata Collerica, la Fidanzata Sentimentale (il compito di Mary), la Fidanza Materna ecc. Ogni figura è dotata di un manuale con indicazioni specifiche come quando parlare, quando rispondere, come rispondere, come vestirsi, truccarsi, guardare Kurt. Il tutto è pagato veramente bene per un paio di sere a settimana, così tanto che Mary potrebbe tranquillamente lasciare il suo lavoro, ripagare i debiti e le sedute di PAKing. 


<<Era convinto che ci fosse un modo di decodificare le nostre reazioni sconclusionate alla vita di coppia, di capire come facevano due persone a rendersi così incredibilmente felici a vicenda per poi sprofondare a livelli inesplorati di patimento o di noia appena qualche anno o qualche settimana o mese dopo.>>

La trama a questo punto si complica non poco facendo luce su alcune figure dell'esperimento come il segretario di Kurt, Matheson, e le Fidanzate che completano il progetto come Ashley la Fidanzata Collerica, colei che dovrà sempre litigare con Kurt in base al copione fornito.
Lo scopo è quello di avere dati empirici, provabili, oggettivi, per fare chiarezza <<sui profondi meccanismi dell'amore e dello stare insieme>>.


<<Quanto è pericoloso amare, come ti stravolge dall'interno, cambia tutte le serrature e perde tutte le chiavi.>>

In questo modo Catherine Lacey si insinua in un tema spigoloso che prende pieghe inaspettate e che riesce a sondare i sentimenti (la solitudine di Mary, l'affetto tra Kurt e Mary, le emozioni ambivalenti che prova Mary per la sua famiglia, lo sconvolgimento e il dolore dopo una violenza)  in maniera del tutto originale: la storia di Mary si fa quasi alienante, l'esperimento di Kurt Sky mette a nudo e scopre punti di cui la protagonista fa dono -anche se non se ne rende conto-  che l'aiutano a mettere ordine nel suo passato per riprendersi la sua vita nel presente. Allo stesso modo anche il divo del cinema capisce che cosa deve fare della sua esistenza fondamentalmente noiosa, troppo presa sul serio come accade spesso quando l'eccesso di fama e il denaro prendono piede nella vita di una persona. Tutti i personaggi passano da una sorta di stallo a qualcosa di diverso dopo l'esperimento, non necessariamente positivo, una metamorfosi non solo psicologica ma che invade anche l'aspetto pratico e quotidiano della vita dei personaggi. Nel caso di Mary è una sorta di ritorno alle origini, una presa di coraggio di affrontare qualcosa che era rimasto in sospeso, proprio ora che nel suo presente è sola. 


<<[...] non sempre il sentimento è proporzionale alla perdita. A volte le perdite più grandi sono più facili da affrontare, come le onde dell'oceano. Le perdite più piccole, più umane,  quelle che portano con sé un senso di colpa, una scelta, un passo falso-quelle ti perseguitano, si saldano dentro di te, diventano impossibili da rimuovere.>>

Le risposte arrivano a Mary che non sempre ne chiede, mentre in altri momenti vorrebbe solo avere quelle tra le mani. Non è semplice seguire il filo narrativo di Catherine Lacey non da un punto di vista puramente meccanico, avvenimento dopo avvenimento, ma a un livello più profondo, emotivo e psicologico: richiede uno sforzo per entrare in contatto con i personaggi, per reggere le emozioni che comunica attraverso una storia che sembra impossibile ma che alla fine diventa abbastanza familiare. Un intreccio originale per sondare qualcosa che effettivamente è difficile da raccontare ma che viene fotografato dalla Lacey da un'angolazione particolare che lascia un sapore provocatorio nella bocca del lettore: tanti temi che ruotano intorno alla sfera intima delle persone al giorno d'oggi sempre collegate tramite social, cellulari e quant'altro, si scontrano con una protagonista fuori dal mondo messa a strettissimo contatto con una celebrità ma che lei valuta solo come una persona come le altre; allo stesso tempo la solitudine spaventosa che inghiotte la maggior parte degli individui nelle grandi città e nelle vite normalissime di ogni giorno, rende un po' tristi le vicende dei personaggi.

<<A volte non mi sembra di avere che domande, che potrei continuare a pormi gli stessi quesiti per il resto della mia vita. Non sono neanche sicura di volere delle risposte, non credo ce mi servirebbero a niente, ma se c'è una cosa di cui sono certa è che darei qualsiasi cosa pur di essere un'altra persona [...]. C'è qualcosa in quella distanza che farei di tutto per valicare.>>


COPERTINA 7 | STORIA 8 | STILE 8


Titolo: Le risposte
Autore: Catherine Lacey, traduzione di Teresa Ciuffoletti
Editore: Edizioni Sur
Numero di pagine: 332
Prezzo: 17,50 euro

Trama

Mary è una trentenne americana in crisi: è affetta da un’infinità di dolori e disturbi psicosomatici e ha perso il lavoro; l’unico sollievo sembra venirle da una bizzarra forma di fisioterapia, vagamente new age e molto costosa. Quando un gruppo di misteriosi ricercatori le offre l’opportunità di una collaborazione ben remunerata, accetta senza pensarci due volte. Si tratta di far parte dell’«Esperimento Fidanzata»: un divo del cinema a cui l’ipervisibilità mediatica impedisce di vivere una normale relazione di coppia sta provando a crearsene una artificialmente, circondandosi di una serie di ragazze che ne soddisfino, a turno, le diverse esigenze: la fidanzata materna che cucina, la fidanzata collerica con cui litigare, la fidanzata ordinaria con cui passare i tempi morti in casa, un intero «team intimità» per il sesso, e una fidanzata – questo il ruolo di Mary – per i momenti di romanticismo e trasporto sentimentale. Sulle prime tutto pare funzionare, ma quando il team di ricercatori prova a ottenere un maggior controllo sulle reazioni psichiche dei partecipanti, la situazione precipita…

In bilico fra satira e fantascienza, romanzo filosofico e storia d’amore, Le risposte è una geniale meditazione sulla contemporaneità: in un mondo che è sempre più ostaggio della cultura della celebrità e della cura ossessiva di sé, è ancora possibile conoscersi, innamorarsi, essere felici con un’altra persona?


L'AUTRICE


Catherine Lacey è nata a Tupelo, nel Mississippi, nel 1985, e vive a New York. È stata scelta dalla rivista Granta come una delle migliori nuove voci del 2014, ed è stata finalista allo Young Lions Award, il premio della New York Public Library per i migliori autori under 35. Nessuno scompare davvero, il suo romanzo d’esordio, è stato incluso fra i migliori libri dell’anno dal New Yorker, dall’Huffington Post, da Vanity Fair e da Time Out.