venerdì 2 marzo 2018

RECENSIONE || "Le risposte" di Catherine Lacey

Se siete alla ricerca di un romanzo che rompa i confini, gli stereotipi e vi proponga una storia originale ed emozionante "Le risposte" di Catherine Lacey, Edizioni Sur, fa al caso vostro.

La protagonista, Mary, a prima vista è piuttosto insipida: una trentenne che vive da sola a New York, senza un fidanzato o con particolari affetti, piena di malanni tra l'immaginario e il reale, con un passato che cerca di tenere il più nascosto possibile non perchè sia indecente o raccapricciante, semplicemente, perchè se ne vergogna. Durante il college incontra un'amica, Chandra, che la trascina con sé e la porta nella Big Apple dove trova un lavoro in un'agenzia di viaggi con cui spera di riempire i numerosi debiti che ha fatto per viaggiare con la sua compare.


I dolori ritornano e i debiti aumentano a causa delle parcelle mediche, finché Chandra non le consiglia l'ennesima terapia omeopatica, il PAKing con il fascinoso e misterioso Ed. Effettivamente questa nuova terapia funziona peccato che abbia un prezzo davvero al di sopra delle sue possibilità. Per questo, con le ritrovate energie donategli dal suo PAKer Ed, decide di trovare un secondo lavoro rispondendo a un annuncio che trova in un negozio di alimentari che promette una buona paga e un numero di ore davvero esiguo.

I colloqui sono strani e numerosi, con sensori applicati su corpo e viso finché finalmente non le spiegano in che cosa consisterebbe il suo lavoro. Tutto è incentrato su una ricerca un Esperimento Relazionale, detto Esperimento Fidanzata con un divo del cinema (che lei non conosce perchè non è mai andata al cinema e non ha mai avuto la televisione) che vuole lasciare una traccia nel mondo. Questa ricerca -completa di un reparto di scienziati- è molto seria e comprende una serie di fidanzate che entreranno a far parte della vita dell'attore Kurt Sky: la Fidanzata Collerica, la Fidanzata Sentimentale (il compito di Mary), la Fidanza Materna ecc. Ogni figura è dotata di un manuale con indicazioni specifiche come quando parlare, quando rispondere, come rispondere, come vestirsi, truccarsi, guardare Kurt. Il tutto è pagato veramente bene per un paio di sere a settimana, così tanto che Mary potrebbe tranquillamente lasciare il suo lavoro, ripagare i debiti e le sedute di PAKing. 


<<Era convinto che ci fosse un modo di decodificare le nostre reazioni sconclusionate alla vita di coppia, di capire come facevano due persone a rendersi così incredibilmente felici a vicenda per poi sprofondare a livelli inesplorati di patimento o di noia appena qualche anno o qualche settimana o mese dopo.>>

La trama a questo punto si complica non poco facendo luce su alcune figure dell'esperimento come il segretario di Kurt, Matheson, e le Fidanzate che completano il progetto come Ashley la Fidanzata Collerica, colei che dovrà sempre litigare con Kurt in base al copione fornito.
Lo scopo è quello di avere dati empirici, provabili, oggettivi, per fare chiarezza <<sui profondi meccanismi dell'amore e dello stare insieme>>.


<<Quanto è pericoloso amare, come ti stravolge dall'interno, cambia tutte le serrature e perde tutte le chiavi.>>

In questo modo Catherine Lacey si insinua in un tema spigoloso che prende pieghe inaspettate e che riesce a sondare i sentimenti (la solitudine di Mary, l'affetto tra Kurt e Mary, le emozioni ambivalenti che prova Mary per la sua famiglia, lo sconvolgimento e il dolore dopo una violenza)  in maniera del tutto originale: la storia di Mary si fa quasi alienante, l'esperimento di Kurt Sky mette a nudo e scopre punti di cui la protagonista fa dono -anche se non se ne rende conto-  che l'aiutano a mettere ordine nel suo passato per riprendersi la sua vita nel presente. Allo stesso modo anche il divo del cinema capisce che cosa deve fare della sua esistenza fondamentalmente noiosa, troppo presa sul serio come accade spesso quando l'eccesso di fama e il denaro prendono piede nella vita di una persona. Tutti i personaggi passano da una sorta di stallo a qualcosa di diverso dopo l'esperimento, non necessariamente positivo, una metamorfosi non solo psicologica ma che invade anche l'aspetto pratico e quotidiano della vita dei personaggi. Nel caso di Mary è una sorta di ritorno alle origini, una presa di coraggio di affrontare qualcosa che era rimasto in sospeso, proprio ora che nel suo presente è sola. 


<<[...] non sempre il sentimento è proporzionale alla perdita. A volte le perdite più grandi sono più facili da affrontare, come le onde dell'oceano. Le perdite più piccole, più umane,  quelle che portano con sé un senso di colpa, una scelta, un passo falso-quelle ti perseguitano, si saldano dentro di te, diventano impossibili da rimuovere.>>

Le risposte arrivano a Mary che non sempre ne chiede, mentre in altri momenti vorrebbe solo avere quelle tra le mani. Non è semplice seguire il filo narrativo di Catherine Lacey non da un punto di vista puramente meccanico, avvenimento dopo avvenimento, ma a un livello più profondo, emotivo e psicologico: richiede uno sforzo per entrare in contatto con i personaggi, per reggere le emozioni che comunica attraverso una storia che sembra impossibile ma che alla fine diventa abbastanza familiare. Un intreccio originale per sondare qualcosa che effettivamente è difficile da raccontare ma che viene fotografato dalla Lacey da un'angolazione particolare che lascia un sapore provocatorio nella bocca del lettore: tanti temi che ruotano intorno alla sfera intima delle persone al giorno d'oggi sempre collegate tramite social, cellulari e quant'altro, si scontrano con una protagonista fuori dal mondo messa a strettissimo contatto con una celebrità ma che lei valuta solo come una persona come le altre; allo stesso tempo la solitudine spaventosa che inghiotte la maggior parte degli individui nelle grandi città e nelle vite normalissime di ogni giorno, rende un po' tristi le vicende dei personaggi.

<<A volte non mi sembra di avere che domande, che potrei continuare a pormi gli stessi quesiti per il resto della mia vita. Non sono neanche sicura di volere delle risposte, non credo ce mi servirebbero a niente, ma se c'è una cosa di cui sono certa è che darei qualsiasi cosa pur di essere un'altra persona [...]. C'è qualcosa in quella distanza che farei di tutto per valicare.>>


COPERTINA 7 | STORIA 8 | STILE 8


Titolo: Le risposte
Autore: Catherine Lacey, traduzione di Teresa Ciuffoletti
Editore: Edizioni Sur
Numero di pagine: 332
Prezzo: 17,50 euro

Trama

Mary è una trentenne americana in crisi: è affetta da un’infinità di dolori e disturbi psicosomatici e ha perso il lavoro; l’unico sollievo sembra venirle da una bizzarra forma di fisioterapia, vagamente new age e molto costosa. Quando un gruppo di misteriosi ricercatori le offre l’opportunità di una collaborazione ben remunerata, accetta senza pensarci due volte. Si tratta di far parte dell’«Esperimento Fidanzata»: un divo del cinema a cui l’ipervisibilità mediatica impedisce di vivere una normale relazione di coppia sta provando a crearsene una artificialmente, circondandosi di una serie di ragazze che ne soddisfino, a turno, le diverse esigenze: la fidanzata materna che cucina, la fidanzata collerica con cui litigare, la fidanzata ordinaria con cui passare i tempi morti in casa, un intero «team intimità» per il sesso, e una fidanzata – questo il ruolo di Mary – per i momenti di romanticismo e trasporto sentimentale. Sulle prime tutto pare funzionare, ma quando il team di ricercatori prova a ottenere un maggior controllo sulle reazioni psichiche dei partecipanti, la situazione precipita…

In bilico fra satira e fantascienza, romanzo filosofico e storia d’amore, Le risposte è una geniale meditazione sulla contemporaneità: in un mondo che è sempre più ostaggio della cultura della celebrità e della cura ossessiva di sé, è ancora possibile conoscersi, innamorarsi, essere felici con un’altra persona?


L'AUTRICE


Catherine Lacey è nata a Tupelo, nel Mississippi, nel 1985, e vive a New York. È stata scelta dalla rivista Granta come una delle migliori nuove voci del 2014, ed è stata finalista allo Young Lions Award, il premio della New York Public Library per i migliori autori under 35. Nessuno scompare davvero, il suo romanzo d’esordio, è stato incluso fra i migliori libri dell’anno dal New Yorker, dall’Huffington Post, da Vanity Fair e da Time Out.





2 commenti:

  1. Catherine Lacey aveva già attirato la mia attenzione con "Nessuno scompare davvero" ed ora anche questa nuova uscita mi incuriosisce davvero molto...devo riuscire a mettermi in pari e procurarmi i suoi libri.

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  2. Ciao! Sono contenta di leggere questo parere positivo, perché avevo intenzione di aggiungerlo in wishlist, insieme al suo romanzo precedente.

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