venerdì 27 aprile 2018

RECENSIONE || "Tagliando i capelli" di Ring Lardner

Per iniziare a parlarvi di questa raccolta di racconti mi aggancerò a qualcosa che difficilmente si trova nei libri e ancora di più all'interno di racconti scritti nella prima metà del Novecento: l'ironia. Mi riferisco a quel tipo di ironia che possiamo trovare più facilmente in America, intorno agli anni Cinquanta o Sessanta del Novecento, quando simpatici signori in papillon  e scarpe lucide si esibivano nei locali più alla moda davanti a microfoni grandi come la loro faccia. Facevano morire dal ridere, davvero sbellicare, e si rifacevano non solo alla politica ma anche a sketch che provenivano da dialoghi comuni; proprio questi ultimi sono i soggetti di Ring Lardner, chiacchiere, quelle che si fanno dal barbiere.

"Tagliando i capelli" di Ring Lardner, marcos y marcos, è una piccola chicca che si è aggiudicata il primo posto nella mia classifica di racconti.
Scanzonato, Ring Lardner adotta un registro che si rifà, nella maggior dei casi, ai ceti medi e bassi della società. Di solito leggiamo un dialogo, quasi una conversazione messa per iscritto, dove i due dialoganti non si ascoltano quasi, rovesciandosi addosso ognuno le loro idee; oppure di racconti in cui un personaggio si rivolge al lettore come se fosse il suo interlocutore e racconta un fatto, un avvenimento che fa da protagonista per tutto il racconto.

Non si può che concordare con Daniele Benati, il traduttore nella raccolta, quando afferma che Lardner rimane newspaper man, un giornalista che nella sua carriera ha sempre prodotto short stories, racconti mai bestseller. Per quanto mi riguarda i racconti rivelano una dote di Lardner  che lo rende non da meno rispetto qualsiasi altro autore del Novecento: riuscire a cogliere la natura umana nelle sue note più piacevoli e spiacevoli, nei suoi modi così "umani" -immergiamoci in dialoghi tra una signorina e un signore in cui la signorina crea di far colpo sul suo interlocutore, un'infermiera in un sanatorio che ha piacere di raccontare la sua vita privata al suo paziente, interrompendolo e non ascoltano minimamente ciò che ha da dire, la storia di Jim di quanto faceva ridere ridicolizzando gli altri compaesani nella bottega del barbiere, una diciottenne vittima dei prima amori, una coppia succube dei signori Stevens che cercano di risolvergli ogni problema a modo loro- mettendoli su carta con una sintassi ritmica, utilizzando un registro appositamente "plebeo" al limite del gergale, in racconti con una grande dose di arguzia e sarcasmo che non possono che far scappare una risata.

Lardner si rivela un autore poliedrico adatto sia ai neofiti dei racconti per la semplicità con cui si possono affrontare ma senza tralasciare un sottofondo di profonda riflessione, sia a chi legge da sempre racconti: lo stile di Lardner non si sforza di comunicare emozioni forti, spronare il lettore nella lettura, è naturalmente attraente per contenuto e forma. In questo senso durante la lettura non si coglie nessuna ansia, tristezza, euforia è semplicemente bello e divertente leggere i suoi racconti; solo più tardi si ha coscienza della consistenza di ciò che è stato letto. 
Non da ultimo Ring Lardner gioca moltissimo con la lingua inglese, in parte visibile anche nella traduzione italiana: in "I fatti" troviamo uno scambio spassosissimo tra il signor Bowen e il controllore del treno: Billy Bowen cerca di arrivare dalla sua bella in treno, a South Ben, ma dopo i bagordi pomeridiani con il suo amico non gli riesce di prendere quello giusto.

E quando Billy raggiunse il cancello, il treno delle cinque e venticinque era già partito e quello delle cinque e trenta si preparava a corrergli dietro.
<<Per dove?>> domandò il bigliettaio.
<<Sbraun Zen>>.
<<Corra, allora>> disse il bigliettaio.
Billy si mise a correre. Corse verso il primo vagone belvedere del treno Rock Island, diretto a St. Joe, nel Missouri.
<<Dove?>>. domandò il controllore.
<<Sbraun Zo>> disse Billy.
<<Lo vedo bene che è sbronzo>> disse il controllore. <<Ma dov'è che deve andare?>>

Tra i racconti più divertenti "Zona di silenzio", "Tagliando i capelli", "Il signor e la signora Ci-pensiamo-noi, "Dialoghi di viaggio".
Lardner è sempre stato sottovalutato per non aver prodotto un grande romanzo al pari di Fitzgerald o Hemingway, mentre andrebbe valutato per la qualità di comunicare grande umanità con sarcasmo e arguzia senza mai tralasciare il piacere della lettura.


COPERTINA 8 | STILE 9 | RACCONTI 9



Titolo: Tagliando i capelli 
Autore: Ring Lardner
Editore: Marcos y marcos
Numero di pagine: 224
Prezzo: 14,50 euro

Trama

Ah, questi Americani frivoli e frenetici degli albori del Novecento; questa ingenua e maliziosa borghesia di provincia, questi cinici signoroni di città con in testa il mito inscalfibile di Hollywood, del denaro pigliatutto, del successo nello sport: sigari e bridge, bionde e baseball… i racconti di Ring Lardner riescono a renderne in pieno la forza.
Che soggetto, ad esempio, che balengo quell’Elliott. Potrebbe essere il più forte battitore di baseball del mondo. Schianta gli avversari scagliando la palla come un missile verso le stelle. Poi, inspiegabilmente, rimane lì impalato e brucia decine di punti. D’altronde, è uno che si fa la barba, ridacchiando, in piena notte e a volte sembra pronto a sgozzare un compagno di squadra senza motivo.
Altro bel tipo, il barbiere che rievoca – una miscela di epica e malignità – le bravate del bullo rappresentante di scarpe. Uno di quelli che ti si piazzano in bottega e tengono banco. Piccoli raggiri, lettere che seminano zizzania qua e là. Finché qualcuno non gli fa le scarpe con un sano colpo di fucile.
O ancora, una coppia costretta a cambiare città. Non per via di un pluriomicida. Ma per lo schiacciante eccesso di “sollecitudine” con cui i nuovi amici, certi Stevens, si intrufolano in ogni incombenza. Non c’è angolo della vita – automobile, rasoio, casa reggiseni vacanze – su cui quelli non la sappiano più lunga. E non si intromettano cambiando tutto, come loro credono sia meglio, fino allo sfiancamento.

Una lingua che fotografa perfettamente la parlata della gente comune, vezzi e birignao dei potenti, modini e gorgheggi delle signorine in amore. Una traduzione che corrisponde in pieno alla tavolozza di Lardner, questa di Daniele Benati, da tempo cultore del maestro del racconto moderno americano.

L'AUTORE


In barba a una gamba piuttosto ribelle, fin da bambino Ring Lardner si dedica allo sport – e al baseball in particolare – con un entusiasmo straordinario.
Lardner, nato a Niles (Michigan) nel 1885, proviene da una famiglia benestante e conservatrice, caduta in difficoltà finanziarie.
Quando, nel 1910, approda al «Chicago Tribune» e pubblica il primo articolo dedicato proprio al baseball, nessuno presta attenzione a quel ragazzotto dall’aria elegante e un po’ arcigna. Quando, solo tre anni dopo, avvia la rubrica “In the Wave of the News” (Sull’onda delle notizie), la sua celebrità esplode. In meno di un lustro, viene celebrato fra i fondatori del giornalismo americano moderno. Nel periodo di massima gloria, i suoi pezzi sullo sport vengono ripresi da più di cento quotidiani.
Paragonato a Mark Twain, ammirato da Hemingway e Scott Fitzgerald, che lo esorta a pubblicare il famoso How to Write Short Stories (Come si scrivono racconti) prima ancora di averne pubblicati di suoi, Lardner darà successivamente alle stampe diverse raccolte di racconti.
Quattro le più celebri: You Know Me, Al (1916), Gullible’s Travels (1917), The Love Nest and Other Stories (1926) e Round Up (1929). Il suo stile, caratterizzato da un parlato vivace, perfettamente aderente al reale, entusiasma persino Virginia Woolf.
Appesantito da un lungo periodo di alcolismo, Lardner muore nel 1933, non ancora cinquantenne, per un attacco di cuore.

Marcos y Marcos ha pubblicato Tagliando i capelli.








martedì 24 aprile 2018

RECENSIONE || All'ombra di Julius di Elizabeth Jane Howard

<<Quando una cosa va male... lo sai come ci si sente... sul momento ti sembra che quello che fai non abbia importanza, che tutto sia perduto comunque. Poi viene il momento in cui ti accorgi che invece importava eccome, ma non puoi più farci niente. Tutto importa, proprio come se le cose fossero sempre andate così come dovevano andare.>>


Dopo aver letto la saga dei Cazalet pensavo di non amare mai più in modo così viscerale nessun altro personaggio nato dalla penna di Elizabeth Jane Howard.
Il tempo di questi romanzi corali era da una parte stretto da necessità narrative e dall'altra dilatato per dare spazio ai numerosi personaggi presenti.

Non fa eccezione la struttura di "All'ombra di Julius", editato di fresco da Fazi Editore, un romanzo corale pieno di sottintesi, emozioni e sentimenti profondi, di quelli che sanno condizionare un'intera vita.

Esme, Emma e Cressidra Grace sono rimaste senza Julius. Sua moglie Esme quasi sessantenne è rimasta sola, nemmeno il suo amante Felix ha retto alla morte eroica di Julius e l'ha lasciata. Emma e Cressidra, le figlie di Julius, cercano invano una figura maschile che le aiuti a superare la morte del padre: profondamente sono rimaste sconvolte dalla sua assenza. Proprio questa assenza, che è in realtà una presenza ben consolidata nelle attività, nelle scelte e nelle sensazioni dei personaggi fa da motore per l'intera narrazione
Emma è insicura, crede che non troverà mai l'amore e si limita a lavorare nella casa editrice di famiglia; Cressidra si lascia usare dagli uomini in cerca di amore, illudendosi di essere lei a manovrare le relazioni che ha. Pianista di mediocre successo, non è mai felice né mentre suona, né mentre è con la sua famiglia o il compagno di turno, sembra che la passione abbia lasciato il suo corpo e a trentotto anni ha il terrore di rimanere sola per sempre come sua madre, con cui ha un rapporto odioso.
Nel mezzo i ricordi della famiglia Grace, benestanti e all'apparenza una famiglia serena e felice; in realtà il matrimonio di di Julius e Esme non era dei più riusciti: Esme non capiva Julius e intesseva relazioni con altri uomini per consolazione e per soddisfare il suo ego.
Julius, all'opposto, non potendo partecipare alla Seconda Guerra mondiale cerca nel suo piccolo di aiutare gli altri, facendo pubblicare alla sua casa editrice quanti più manuali e libri in favore della pace. 
Ma questo non gli basta. 
Senza far capire nulla alla sua famiglia decide di partire dalle coste inglesi -con una barca comprata per poche sterline e di cui sa solo gli elementi base per manovrarla- e andare a salvare quanti più connazionali intrappolati sulle spiagge di Dunkirk. La sua avventura gli sarà fatale e peserà sul futuro dell'intera famiglia.  

Un weekend nella casa di campagna, nei dintorni di Londra, dei Grace viene dilatato fino a fare da sfondo a praticamente tutto il romanzo. Emma invita un poeta conosciuto il venerdì mattina, Cressidra torna a casa per il fine settimana, Felix vuole rivedere Esme e quest'ultima invita a cena la signora e il signor Hammond e il signor Hawkes. Questa combriccola scatenerà piccole grandi tragedie che riusciranno a ricomporre, sistemare e dare una risposta a ciò che un'intera esistenza non è riuscita a fare.

<<Ma la parola "amore" serviva ormai più che altro a stendere una patina di nobiltà su quel genere di situazioni. [...] perché essere vista per lei era importante al pari di essere>>

Ogni personaggio principale ha voce in capitolo, rivelando il suo punto di vista al lettore che mano mano che procede nella lettura riesce a entrare nella psiche dei protagonisti senza difficoltà, decifrando comportamenti, frasi, sottintesi.

L'onniscienza del lettore dona una qualità impagabile nei romanzi di questo calibro, entrare completamente in simbiosi non solo con i personaggi stessi ma con la trama creando un rapporto empatico e la sensazione di non poter fare a meno di finire di leggere il libro.


Elizabeth Jane Howard si riconferma la maestra dei sentimenti, di illustrare al meglio situazioni e sensazioni dell'animo umano impossibili da descrivere coinvolgendo il lettore in modo intenso e mai scontato, assicurandosi il titolo di una delle migliori scrittrici del Novecento.



COPERTINA 8 | STILE 9 | STORIA 8,5



Titolo: All'ombra di Julius
Autrice: Elizabeth Jane Howard, traduzione di Manuela Francescon
Editore: Fazi Editore
Numero di pagine: 328
Prezzo: 20,00 euro

Trama

Londra, anni Sessanta. Sono trascorsi vent’anni da quando Julius è venuto a mancare, ma il suo ultimo gesto eroico ha lasciato un segno indelebile nelle vite di chi gli era vicino. Emma, la figlia minore, ventisette anni, lavora nella casa editrice di famiglia e non mostra alcun interesse verso il matrimonio. Al contrario, Cressida, la maggiore, è troppo occupata a struggersi a causa dei suoi amanti, spesso uomini sposati, per concentrarsi sulla carriera di pianista. Nel frattempo Esme, la vedova di Julius, ancora attraente alla soglia dei sessant’anni, rifugge la solitudine perdendosi nella routine domestica della sua bellissima casa color rosa pesca. E poi c’è Felix, ex amante di Esme e suo unico vero amore, che l’ha lasciata quando il marito è scomparso e torna in scena dopo vent’anni di assenza. E infine Dan, un estraneo. Le tre donne e i due uomini, legati da un filo che solca presente e passato, si ritrovano a trascorrere un fine settimana tutti insieme in campagna: caratteri e personalità, segreti e lati nascosti, emergeranno attimo dopo attimo in queste giornate intense, disastrose e rivelatrici, sulle quali incombe, prepotente, l’ombra di Julius.
Dall’autrice della saga dei Cazalet, un nuovo romanzo ricco di sensualità e delicata ironia, in cui commedia e tragedia si fondono magistralmente e in cui ritroviamo l’eleganza, l’acume e il talento di Elizabeth Jane Howard.

L'AUTRICE
(Londra, 1923 – Bungay, 2014). Figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo, ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite da parte del padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis. Da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. La saga dei Cazalet è la sua opera di maggior successo. Fazi Editore ha pubblicato il romanzo Il lungo sguardo e i cinque volumi della saga: Gli anni della leggerezza, Il tempo dell’attesaConfusioneAllontanarsi e Tutto cambia. È attualmente in fase di lavorazione una serie TV basata sui Cazalet dai produttori di Downton Abbey.

martedì 17 aprile 2018

Tidy Books - L'importanza di avere e organizzare un luogo in cui concentrarsi e divertirsi con i libri!


Cambiare casa, trasloco. La camera di Gabri ha subito una grossa trasformazione sia per motivi di spazio ma anche di crescita: l'inizio della scuola materna e il bisogno crescente di autonomia mi ha spinta a creare una stanza sempre più a sua misura. Nessun problema per letto, tavolo, sedia e porta giochi, ma una libreria davvero fruibile per Gabriele ancora non l'avevo trovata: gli albi illustrati e i grandi libri di favole sono difficili da incastrate nelle librerie da adulti, dove il dorso del libro ci comunica le informazioni che ci servono per compiere la scelta di che cosa leggere. 

Come fanno i nostri bambini a scegliere, a vedere tutti i libri che hanno a disposizione dato che non sanno ancora leggere e che il dorso spesso è striminzito per la mancanza di pagine in favore di una più ampia pagina illustrata?

Cerco una soluzione su internet, sui miei shop preferiti e mentre sto spulciando My Family Nation ecco che scopro l'azienda londinese che per prima ha inventato la libreria frontale per bambini. La designer di questa magnifica libreria è prima di tutto una mamma che come me ha cercato una soluzione per ordinare i libri delle sue bambine in modo che riuscissero a raggiungere e scegliere autonomamente ciò che volevano vedere. Géraldine Grandidier si mette all'opera e costruisce con le sue mani la prima delle tante librerie per le sue bimbe creando l'azienda Tidy Books
Il lavoro di Géraldine si è sicuramente ingrandito ma non ha perso di qualità e non trascura la parte ecologica: le librerie e i prodotti che trovate nel loro shop vengono fatti a mano con legno di tiglio, molto solido -non si deforma con il peso dei libri- ma leggero perché non ci dobbiamo dimenticare che sono attrezzature adatte al 100% ai bambini (tranquille mamme, la libreria si fissa al muro con fisher e viti che potrebbero sostenere un tir), colorate con vernici a base d'acqua per rispettare il più possibile il nostro ecosistema e atossiche per i bambini.

La funzionalità della libreria frontale è indubbia: Gabriele appena montata e fissata ha messo a posto tutti i libri che voleva tenere a portata di mano (inizialmente pensavo che la libreria contenesse pochi libri, in realtà ci sono stati praticamente tutti quelli che usa spesso, parliamo di una ventina libri su per giù); durante la giornata capita più spesso che si fermi a scegliere qualcosa da sfogliare o che mi chieda di leggergli qualcosa. Inoltre bisogna dire che anche l'occhio vuole la sua parte: la libreria frontale è un bel pezzo di design che arreda e arricchisce davvero tanto la cameretta ma anche la sala se volete tenere i libri insieme ai vostri; è personalizzabile con il nome dei bambini, con le letterine minuscole oppure semplice e senza fronzoli in diversi colori. Tidy Books tra l'altro fornisce pezzi di ricambio delle librerie nel caso si dovessero rompere o danneggiare nel tempo.

Tidy Books produce una linea completa di librerie, dalle più grandi alle più piccole e portatili, alle mensole da appendere accanto al letto fino alle lavagnette magnetiche comprese di uncini. Un'azienda a misura di bambino che realizza prodotti di qualità con amore.